Slittano processi per minacce a Macerata

Slittano all'11 giugno per difetto di notifica i due processi per direttissima in programma oggi al Tribunale di Macerata per le minacce al sindaco Romano Carancini e a una operatrice del Centro Caritas di Macerata, dopo l'uccisione della 18enne Pamela Mastropietro, di cui sono accusati 4 nigeriani, e la sparatoria contro i migranti di Luca Traini per 'vendicarla'. Nessuno si è costituito parte civile. Rinvio del processo per Mauro Pizzolla, 40 anni, di Sesto San Giovanni (Milano), difeso d'ufficio dall'avv. Merys Teodori, accusato di minacce aggravate dall'odio razziale nei confronti del sindaco: in due mail inviate a una scuola aveva accusato Carancini di aver accolto stranieri, aggiungendo che i figli del primo cittadino avrebbero fatto la fine di Pamela. Rinviato anche il processo con identica accusa a carico di Giovanni Colleoni, 75 anni, di Castelleone di Napoli difeso dall'avv. Elena Pasquali. In una chiamata alla Caritas, aveva detto: "Ve deve sparà in bocca a lu sindacu e a voi".

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